Il Piave protagonista della storia
Un vasto territorio dalla
spiccata attitudine agricola che trae il suo nome dal fiume sacro alla
Patria, il quale dopo essere nato dal monte Peralba, ed aver attraversato
per la maggior parte della sua lunghezza il territorio trevigiano, sfocia
nel mare Adriatico nei pressi di Cortellazzo, in provincia di Venezia.
Il Piave è l'immemorabile protagonista di quest'area.
In tempi antichi diede luogo ad un paesaggio lussureggiante, formato da
isole e penisole ricoperte da ampie foreste, nelle quali un nutrito numero
di specie selvatiche trovava rifugio.
L'aumento progressivo della portata d'acqua del fiume generò sempre
più frequenti e devastanti alluvioni, che con il passare del tempo
mutarono lo scenario naturale, trasformandolo in paludoso ed insalubre.
Sin dai tempi della Serenissima furono tentati numerosi interventi di
innalzamento del livello delle terre nel bacino, ma con nulli risultati.
La Serenissima individuava nel Piave un'asse fluviale di importanza rilevante:
in quei tempi, infatti, gli “zattieri” trasportavano sul Piave, a bordo
di grandi zattere, il legname da costruzione necessario alla Repubblica.
Solo alla fine del XIX secolo, attraverso un'imponente opera di bonifica,
le terre riemersero, donando all'agricoltura ottime aree coltivabili che
fanno del bacino, a tutt'oggi, un polo agricolo di primo piano.
In questa zona rientrano i comuni di Torre di Mosto,
Eraclea, Jesolo, San Donà di Piave, Ceggia, Fossalta di Piave,
Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave.
Alla sua foce si affiancano Jesolo ed Eraclea, centri balneari di ampia
fama, caratterizzati da aspetti diversi tra loro.
Eraclea, infatti, rappresenta la meta del turismo amante del paesaggio
naturale e incontaminato, regalando un susseguirsi di dune e pineta estrememente
bello e rilassante.
Dall'altra parte Jesolo, meta mondana, è famosa per le sue notti
estive all'insegna del divertimento, rivolgendo così la sua offerta
ad un turismo prevalentemente giovane. |