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ZONA
GORIŠKA
(VALLE DEL VIPACCO )


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GORIŠKA

Nella regione geografica della Goriška le amministrazioni comunali di Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba, Brada, Ajdovšcina, Vipava stanno perseguendo e attuando un'attiva politica di sviluppo e promozione dell'offerta turistica.
Si tratta, infatti, di una regione molto affascinante dal punto di vista naturalistico e può offrire un turismo diversificato concentrandosi su specifici target di clientela.
L'attuazione e la realizzazione di questa grandissima sfida passa attraverso l'istituzione e il potenziamento dell'attività dei TIC (Turisticni informativni centri). La loro funzione principale è quella di offrire al turista tutte le informazioni di cui ha bisogno, con attività di front-office e di promozione.
Sul territorio della Goriška sono attivi i seguenti TIC: nel comune di Nova Gorica il TIC per il territorio dei comuni limitrofi; nel comune di Brda il TIC per l'area di Brda e nel comune di Ajdovšcina per Ajdovšcina e Vipava.

NOVA GORICA
Il comune di Nova Gorica si trova nella Slovenia occidentale e confina: ad ovest con l'Italia, a nord con il comune di Kanal, a nord-est con il comune di Idrija, a est con il comune di Ajdovšcina, a sud-est con il comune di Komen, a sud con il comune di Šempeter-Vrtojba.
L'area si trova nel punto di incontro tra il mondo mediterraneo, le Alpi e l'Europa continentale, allo snodo delle strade che portano attraverso la pianura padana a sud-ovest, lungo la valle dell'Isonzo a nord e nella Slovenia centrale, portando il turista nella pianura pannonica e verso nord-est.
Il comune di Nova Gorica ha una superficie di 323 kmq. Il punto più basso del comune è il torrente Vrtojbica nella Valle del Vipava a 41 m slm, mentre il punto più alto è la cima del Mali Golak a 1495 m nella selva di Trnovo.
Secondo il censimento del 1991 gli abitanti del comune erano poco più di 42 mila.
Il territorio del comune di Nova Gorica è il più grande della regione statistica Severna Primorska. Si compone, infatti, di oltre 54 frazioni. La città di Nova Gorica è il centro del comune e geograficamente anche il centro della regione, che si estende a nord sino al comune di Bovec e a sud sino al comune di Komen.
Essendo il comune per estensione geografica e per numero di abitanti il più grande della regione e tra i più grandi della Slovenia, è stato definito come il Mestna Obcina Nova Gorica (Comune metropolitano di Nova Gorica). In Slovenia, sono considerati comuni metropolitani quelli che hanno più di 10 mila abitanti.
Il paesaggio è molto diversificato a secondo della posizione geografica.
All'estremo nord-ovest è delimitato dalla cresta del monte Sabotin (609 m) che ha di fronte a sè il Monte Santo, già parte del paesaggio carsico e propaggine estrema delle Alpi dinariche. A queste alpi fanno parte le piane della Banjšica e di Trnovo, tra le quali si incunea la valle di Cepovan.
Il santuario Sveta Gora (Monte Santo) si trova sul monte Skalnica (682 m). Dalla cima si gode un paesaggio meraviglioso: nelle belle giornate di sole è possibile spingere lo sguardo fino all'Istria, a Venezia, alle Dolomiti, alle Alpi Carniche e Giulie. Sul monte sorge l'imponente santuario dedicato alla Madonna, ricostruito nel 1928 dopo la distruzione causata dal primo conflitto mondiale. Nell'edificio annesso è allestita la mostra museale del fronte dell'Isonzo. Il santuario è meta di numerosi pellegrinaggi provenienti dalla Slovenia, dall'Austria e da altri Paesi europei.
Il paesino di Lokve si trova a 950 m slm. E' punto di partenza ideale per bellissime passeggiate ed escursioni per raggiungere il Poldanovec, i Golaki, il Mojski vrh e lo Stanov rob.
La selva di Trnova e la pianura della Banjšica sono la propaggine estrema delle Alpi Dinariche. Ci troviamo già sul Kras (Carso) , non c'è acqua corrente in superficie, il terreno è impervio e disseminato di avvallamenti, buche, grotte, alture e crepacci, tipici del terreno carsico. Da vedere è la Grotta del ghiaccio Paradana, profonda 385 m. Sul fondo della grotta c'è costante formazione di ghiaccio, che per secoli veniva raccolto e trasportato a Trieste, per essere inviato poi in Egitto.
La zona centrale del territorio è occupata dalla bassa valle del Vipava (Vipacco), la zona più popolata ed economicamente più sviluppata del comune.
Il clima è dei più diversi. L'inverno scorre coprendo i monti di bianco, la bora spazza le valli del Vipava e del Soca (Isonzo), d'estate il caldo torrido spinge gli abitanti a cercare refrigerio nelle piscine e lungo le rive dei fiumi.
La città di Nova Gorica è un importante centro culturale e scientifico in continua crescita. Numerose sono le scuole elementari e superiori presenti, frequentate da ragazzi provenienti da tutta la regione Severna Primorska. L'offerta formativa non si limita agli studi scolastici superiori: si sta infatti sviluppando anche il Politecnico di Nova Gorica (erede della facoltà di scienze ambientali istituita nel 1995) con studi universitari e post-universitari.
Numerose sono le istituzioni culturali con sede in città, ma importanti per tutta la regione: il Goriški muzej (Museo del Goriziano) che dispone di numerosi spazi espositivi, il Kulturni dom frequentato dagli appassionati di musica, il teatro Primorsko dramsko gledališce, la modernissima biblioteca France Bevk e l'Archivio provinciale.
La città di Nova Gorica è una città molto giovane: nel 1996 ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni di vita.
Alla conferenza di Parigi, dopo la seconda guerra mondiale, si decise che la città di Gorizia sarebbe stata italiana. La Valle del Vipacco e la Valle dell'Isonzo furono così private del centro commerciale, industriale e culturale su cui gravitavano. Fu costruita allora una nuova città sulla piana di Solkan (Solkan è un paese che ha la stessa età di Gorizia, mille anni nel 2001) e sui sedimenti argillosi del torrente Corno. Il circondario dell'attuale città è comunque abitato da secoli, e anche le cittadine di Šempeter e Vrtojba hanno quasi mille anni di vita.
Lo sviluppo urbanistico e quello industriale della città furono dettati dall'ordinamento statale della Repubblica socialista slovena, stato federale della repubblica socialista di Jugoslavia. Un'impronta caratteristica si nota nell'architettura delle costruzioni con i tipici condomini a forma di blocco, le strade grandi e dritte. Molti capitali furono investiti per promuovere e incentivare l'industrializzazione della regione. Crebbero e si svilupparono imprese di costruzioni e alimentari. Fiorente era l'industria del legno e l'industria meccanica. La Slovenia è indipendente dal 1991. Oggi, la città di Nova Gorica si presenta come un importante centro che riserva particolare attenzione ai settori dei servizi culturale, sportivo, amministrativo, sanitario e formativo.
Il turismo, i servizi ed il commercio stanno acquisendo sempre maggiore importanza tra le attività; l'industria e l'artigianato, invece, stanno passando in secondo piano. Lo sviluppo di Nova Gorica è favorito dalla posizione viaria e strategica della città, situata vicino a importanti vie ferroviarie e stradali.
La città, inoltre, è un famoso centro-giochi di fama internazionale. L'azienda principale è la HIT.
Negli immediati dintorni della città è praticata anche l'agricoltura, in modo particolare la viticoltura, la frutticoltura e la coltivazione degli ortaggi.
Assolutamente da visitare sono villa Bartolomei (nella quale ci sono gli spazi espositivi del Goriški muzej), il fiume Isonzo, il bosco del Panovec, il castello di Kromberk, il Globocnik, il castello di Rihemberk, il castello di Vogrsko, il monte Sabotin e la Kostanjevica (Castagnevizza) dove sorge un monastero francescano nella cui cripta è sepolto Carlo X di Borbone, morto a Gorizia durante la pestilenza.
Le feste e gli eventi più importanti si tengono nei paesi vicini alla città e sono legati al ciclo della natura: in giugno la festa delle rose, in luglio la festa della falciatura sulla piana della Banjšica, in agosto la fiera sull'altipiano di Trovo, in settembre a Lig la tradizionale festa del miele, in ottobre la festa delle castagne, in novembre la festa di San Martino con il vino nuovo, in dicembre la festa di San Silvestro in centro città a Nova Gorica.

ŠEMPETER VRTOJBA
Il comune di Šempeter confina a nord-est con il comune di Nova Gorica, a sud con il comune di Miren-Kostanjevica. A ovest il confine comunale coincide con quello statale tra l'Italia e la Slovenia.
Il comune è collocato geograficamente sull'estremo bordo orientale della pianura goriziana, che si incontra con la Valle del Vipacco. La posizione geografica del comune rappresenta l'hinterland naturale delle città di Gorizia e Nova Gorica.
Il comune di Šempeter - Vrtojba è un comune molto giovane, poiché nato nel 1995. Prima era una delle cinque grandi frazioni del comune di Nova Gorica. Con una superficie di 15 kmq è uno dei comuni più piccoli della Slovenia. La sua popolazione di 6 mila 255 abitanti lo colloca invece tra i comuni medio-grandi. Gli abitanti del comune vivono in due frazioni: a Šempeter pri Gorici e a Vrtojba.
Il territorio del comune di Šempeter - Vrtojba è dal punto di vista paesaggistico e da quello climatico molto interessante. Le colline che circondano Vrtojba e Bilje e una parte consistente della pianura goriziana assicurano ottime condizioni per l'agricoltura. Per questi motivi, già in passato la zona era stata battezzata "giardino di Gorizia". Vi si praticano la viticoltura, la frutticoltura e la coltivazione degli ortaggi, tutte attività che gli abitanti praticano oltre al loro primo lavoro.
Molto probabilmente il comune era abitato già nell'VIII secolo a. C. Si presume che gli abitanti di allora fondessero il ferro sul Monte San Marco. Le prime testimonianze scritte sull'esistenza del comune risalgono agli inizi del XIII secolo. Šempeter e Vrtojba erano all'epoca dei piccoli paesi che rifornivano il più grande centro economico amministrativo e commerciale di Gorizia.
Solo dopo la seconda guerra mondiale il paese ha cominciato a svilupparsi industrialmente e ad avere un importante ruolo industriale, viario e commerciale nella Valle del Vipacco.
Molti edifici importanti sono stati distrutti durante la guerra, poiché qui correva il fronte dell'Isonzo. Gli edifici più interessanti sono la chiesa parrocchiale di San Pietro e quella di Vrtojba, i caratteristici pozzi, l'esterno del palazzo Coronini e i monumenti ai Caduti nella seconda guerra mondiale.
Il punto più alto dal quale si apre un bellissimo visuale sulla Valle del Vipacco, sulla pianura goriziana, su Gorizia e dintorni e, quando il tempo lo permette addirittura su Grado, è il Monte San Marco, dove si trova anche il noto ristorante Mark.
Grazie alle notevoli infrastrutture viarie il comune di Šempeter - Vrtojba è luogo di importanti traffici commerciali. La rete viaria si collega con l'asse autostradale che congiunge la pianura padana e la pianura pannonica. La rete ferroviaria fu costruita già nel 1906 per collegare Vienna a Trieste. Qui in futuro dovrebbe passare anche il corridoio E 5. Importante è pure il collegamento stradale con la costa slovena, il Carso, la Valle del Vipacco e la Valle dell'Isonzo, la Carinzia in Austria. A margine delle infrastrutture viarie si sono sviluppate anche le numerose attività legate ai trasporti: nel comune sono numerosi gli spedizionieri, i magazzinieri e gli autotrasportatori.

BRDA
Tutto il territorio del comune di Brda si trova sulla riva destra dell'Isonzo: è il comune più occidentale di tutta la Slovenia. Il nome Brda in sloveno e il nome Collio in italiano si riferiscono a un'unica regione geografica dalle stesse caratteristiche morfologiche, famosa in tutto il mondo per lo stesso inimitabile prodotto: il vino.
Il Collio può essere ammirato in tutta la sua estensione dalla torre di Gonjace, alta 23 metri, da dove lo sguardo può spaziare dalla pianura friulana al mare, dalle Alpi Giulie alle Dolomiti, dalla selva di Trnovo alla Valle del Vipacco, fino al Carso.
Brda ha una superficie di 72 kmq e una popolazione intorno ai 6 mila abitanti. Con la nuova legge sulle autonomie locali del 1995 è stato istituito il comune di Brda, che comprende 45 frazioni. La sede dell'amministrazione comunale è nella cittadina di Dobrovo. Ci sono inoltre 14 comunità paesane e una comunità locale nel paese di Medana.
Il Collio è una regione molto fertile. Vi si raccolgono le ciliegie in primavera e le pesche d'estate. Vi crescono anche albicocche, pere, mele, fichi, susine e olive. Al primo arrivo dell'inverno si raccoglie l'ultimo: il caco. Le colline, le case e le cantine del Collio sono particolarmente animate durante il periodo della vendemmia. Nel paese di Vipolže è stato istituito un Centro studi che si occupa di studi superiori e specifici nel campo del vino e della viticoltura. Nel paese di Šmartno sono stati fatti grossi investimenti per la restaurazione della casa del Collio, nel paese di Medana sono state ristrutturate le case dei poeti Alojz Gradnik e Ludvik Zorzut.
Il Collio è una regione ricca di storia. Nella sede del comune, a Dobrovo, si trova un castello del XVII secolo, che oggi, dopo il restauro, si presenta ai visitatori in tutta la sua bellezza. Le sale del castello ospitano serate di musica classica e degustazioni di vini locali. Nel castello è anche allestita la mostra permanente del pittore Zoran Mušic. Nelle cantine reali c'è una rinomata enoteca.
Altri due famosi castelli si ergono a Vipolže, dei quali il più importante (risalente all'XI secolo) si trova nella parte est del paese ed, un tempo, era la tenuta di caccia dei Conti di Gorizia. Particolari sono i campanili, che punteggiano ogni collina: sono decorati con la merlatura tipica dei castelli e ben visibili da lontano. La chiesetta più famosa è quella di Kojsko (San Martino di Quisca) nella quale è conservato un altare gotico del 1515, che è l'unico altare ad ante di tutta la Slovenia. Uno dei paesi più belli del Collio è Šmartno, dichiarato monumento culturale della nazione. Fino ad oggi, Šmartno ha conservato le vestigia di un antico paese mediterraneo. Il paese si erge sui resti di un accampamento romano. Le mura con le torri risalgono alla prima metà del XVI secolo. Il paese fu costruito all'epoca delle invasioni turche. Tra le manifestazioni più importanti rientrano certamente la festa delle ciliegie che si tiene in giugno e durante la quale i ciclisti corrono una "maratona" delle ciliegie. In novembre, si tiene la festa di San Martino, con gli assaggi di vino nuovo.
Nel comune svolge la sua attività anche una scuola di musica. Numerose sono le associazioni culturali: c'è un'orchestra di fiati, sei cori, alcune associazioni turistiche.
Il Collio è una zona prevalentemente agricola, e molti dei suoi abitanti trovano lavoro nelle imprese dei paesi di Anhovo, nella Meblo, alla Gostol o alla Iskra. Molte sono anche le persone che vanno a lavorare in Italia. Numerose sono le imprese in proprio.
La produzione vitivinicola è l'attività principale del Collio e si basa su una tradizione ben radicata. Oggi la superficie adibita alla coltivazione dell'uva raggiunge i 2 mila ettari. I vini bianchi più famosi sono la Ribolla, il Tokaj, il Pinot, il Pinot Grigio, il Chardonnay e il Sauvignon, tra i rossi il Merlot e il Cabernet. L'impegno del singolo e delle cooperative è teso a produrre vini di prima qualità, tali da essere concorrenziali sul mercato mondiale. Quasi 700 viticoltori sono associati nel Consorzio vitivinicolo. I viticoltori indipendenti sono 135. Il vino prodotto non è un vino "di massa", ma di elevata qualità. Nel 1999 è stato registrato il marchio Brda (in Italia, quello registrato è Collio), che consente maggiore riconoscibilità e competitività all'estero.
Negli ultimi tempi, maggiore attenzione è stata dedicata alla frutticoltura. La superficie destinata alla coltivazione della frutta è di circa 600 ettari. E' stata recentemente reintrodotta la coltura dell'ulivo, che nel rigidissimo inverno del 1929 era stata distrutta da temperature assai basse che avevano addirittura ghiacciato l'Isonzo. Crescente importanza va assumendo anche il turismo, favorito dallo splendido paesaggio e delle numerose attrazioni storiche.

AJDOVŠCINA
Il comune di Ajdovšcina si trova nella parte occidentale della Slovenia, al passaggio tra il Friuli e la Slovenia centrale. Molto pittoresco dal punto di vista paesaggistico, il comune è situato nella parte centrale della Valle del Vipacco superiore dove si incontrano i torrenti Hubelj e Lokavšcek. Da est a nord e circondato dalle alture del Nanos, della Hrušica e di Trnovo, a sud Ajdovšcina è separata dal Carso, dalle colline del Vipacco.
Il comune ha una superficie di 245 kmq e circa 17 mila 400 abitanti che vivono in 45 frazioni organizzate in 26 comunità locali. La sede comunale e amministrativa è la città di Ajdovšcina (103 m slm) che ha circa 7 mila abitanti. Il punto più alto del comune è la cima del Mali Golak (1495 m), il più basso il braccio del Vipacco sotto Batuje (60 m).
La città di Ajdovšcina (Ad fluvium frigidum, vicino al fiume freddo) fu costruita dai Romani, lungo la via che congiungeva la penisola italica con la pianura pannonica ed i Balcani. Nel IV secolo, nel punto in cui i fiumi Lokavšcek e Hubelj si incontrano, i romani costruirono una postazione militare (castrum), che si trovava sulla linea di difesa Clauster, sul confine orientale dell'impero. Nel 451 Attila distrusse il castrum e da allora, sino al 1507, quando l'imperatore Massimiliano I concesse all'abitato lo statuto di città, non si hanno più notizie del luogo. La regione fu austriaca sino al 1918, poi subentrò l'amministrazione italiana che perdurò sino al 1943. Dal 1943 all'aprile del 1945 fu occupata dai tedeschi. Il 5 maggio del 1945, nella città liberata, fu nominato il primo governo sloveno.
Numerose sono le associazioni artistiche e corali, tra le quali fama particolare ha l'associazione corale intitolata a Srecko Kosovel ad Ajdovšcina. Nella cittadina, ha sede anche la Scuola di musica "Vinko Vodopivec", scuola molto importante e conosciuta che affonda le sue radici alla fine del XIX secolo e che tutt'oggi rappresenta la tradizione musicale e vocale della Slovenia. Ajdovšcina è la città natale di importanti artisti, come Veno Pilon, lo scrittore Danilo Lokar e il ritrattista Anton Cebej, le cui opere sono esposte nella chiesa di San Giovanni Battista.
Subito dopo la seconda guerra mondiale, l'industrializzazione ha dato un nuovo impulso alla città. Tuttavia, l'industria pesante non si è sviluppata. Hanno invece preso piede l'industria alimentare (Mlinotest, Fructal), l'industria tessile (Tekstilna), l'industria del legno e delle costruzioni (Lipa fabbrica di arredamento, Primorje costruzioni viarie). Queste aziende sono di livello nazionale ed esportano i loro prodotti e manufatti anche all'estero.
L'ottimo clima e il fertile terreno permettono la coltivazione di diversi tipi di frutta, verdura e ortaggi. Tra i prodotti più rinomati spicca l'ottimo vino. Generalmente, i produttori si associano in diverse unioni come quella dei viticoltori o degli apicoltori.
Grazie al singolare accostamento di vestigia romane e costruzioni medievali Ajdovšcina offre dal punto di vista architettonico molti spunti interessanti. Predominano gli edifici sacri: le chiese furono costruite già dal periodo gotico. Tra i monumenti più belli, Vipavski križ (antico monastero benedettino), Šmarje, il centro urbano di Ajdovšcina e il Tabor nad Crnicami, che è uno dei siti archeologici più estesi della Primorska, formato da vecchie case, la più antica delle quali risale al 1413. Il paesino è tutto circondato da mura, e su un'altura c'è una chiesetta.

VIPAVA
La cittadina di Vipava si trova alle pendici del monte Nanos, vicino alle foci del fiume Vipava (Vipacco).
La Valle del Vipacco si trova nella parte occidentale della Slovenia, nel passaggio dalla pianura friulana alla Slovenia centrale. Da est a ovest è circondata dalle alture del Nanos, della Hrušica e dalla Selva di Trnova, a sud le colline la dividono dal Carso. Un'importante particolarità di questa regione è che la valle è aperta solo verso ovest permettendo l'accesso al clima del Mediterraneo. La zona è però spesso battuta dalla bora, che può raggiungere anche i 120 km orari e talvolta impone la chiusura della strada principale anche per dieci giorni di seguito.
Il comune conta 5 mila 178 abitanti, si suddivide in 10 comunità locali che raggruppano 20 frazioni. Vipava si trova a 102 metri sul mare e ha una superficie di 10 mila 741 ettari, di cui 3 mila 241 sono doline, 4 mila 500 montagne e 3 mila colline sulle quali si coltivano le viti che danno un ottimo vino. La produzione di bianco è del 70%, il rosso del 30%.
Vipava è dominata dai resti dell'antico castello. E' chiamata anche la Venezia slovena perché sorge accanto alle acque del Vipacco. I numerosi rigagnoli che formano il fiume Vipacco e che attraversano la città hanno costretto gli abitanti a costruire numerosi ponti che sono dei veri capolavori. Il ponte più imponente è quello che si trova dietro palazzo Lantieri, che sorge nel centro della cittadina ed è il monumento più famoso del luogo. Il palazzo e tutto il circondario rappresentano una grande occasione di sviluppo e di rilancio della cittadina. Attualmente il palazzo è in vendita perchè l'investimento per la sua ristrutturazione e per l'ammodernamento è troppo consistente per i capitali locali.
Nel cimitero della cittadina si possono vedere due dei sei sarcofagi in Europa che hanno più di 4500 anni: sono stati portati qui da Anton Lavrin, console onorario della monarchia austriaca alla corte egiziana.
Non lontano da Vipava sorge, su un'altura circondata da vigneti, il castello tardo-rinascimentale di Zemono, luogo abituale ad un ospite di eccezione: il commediografo veneziano Carlo Goldoni.
In tutta la Valle del Vipacco ci sono numerosi castelli e palazzi (a Lože, Col, Slap, Velike Žablje, Vipavski križ). Numerose sono anche le chiese che sono state costruite a partire dal periodo gotico. Alcuni paesi sono stati anche dichiarati patrimonio artistico-culturale come Vipavski križ, Goce e Šmarje.
Il comune di Vipava è stato istituito nel 1991, subito dopo l'indipendenza della Slovenia. Tre sono le linee principali di sviluppo perseguite dall'amministrazione:
1) essendo il comune ecologicamente sano e pulito, si tende a promuovere l'attività agrituristica incentivando i privati;
2) si promuove il turismo alternativo, legato al paracadutismo, alle passeggiate ed escursioni, alla pesca nel fiume;
3) si intende valorizzare il turismo storico, perchè numerosi edifici a Vipava e nei dintorni sono di grande valore storico e importante interesse artistico.
Numerose sono le attività autonome nel comune, orientate principalmente sui servizi. L'attività casearia e vinicola sono molto praticate. A Vipava ha sede l'importante industria Agroind.
Nella Valle del Vipacco l'attività principale è l'agricoltura. In pianura le condizioni climatiche sono ideali per la coltivazione della frutta (ciliegie, pesche e albicocche) e degli ortaggi. Sulle soleggiate colline invece si dispiegano i vigneti dai quali vengono prodotti degli ottimi vini. La prima cantina fu costruita nel 1894.

 

 

 




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