Mela di Brkini |
| ZONA DI PRODUZIONE
La zona di Brkini rappresenta uno dei territori frutticoli più estesi della Slovenia per la produzione di varietà autunnali e vernine di mele, susine, ciliegie e noci. Di questo territorio fanno parte anche i frutteti del Carso e della conca di Pivka, posti a latitudini adatte alla frutticoltura.
Sorgono su un territorio collinare, che si estende su quattro comuni: Hrpelje- Kozina, Divaca, Ilirska Bistrica e Pivka. Tutto il territorio di Brkini ha una superficie di 535 km2 e sorge per la maggior parte ad un'altezza sul livello del mare compresa tra 450 e 700 m.
STORIA, CULTURA, LEGAME CON IL TERRITORIO
I primi passi della frutticoltura a Brkini sono documentati soltanto dalla fine del XVIII secolo, quando lo stato cominciò ad indurre in diversi modi i propri sudditi a coltivare alberi da frutto. La Kranjska kmetijska družba (Società agraria della Carniola, con sede a Ljubljana e filiali a Postojna e Ilirska Bistrica) si è impegnata dal 1920 per lo sviluppo della frutticoltura nel territorio di Brkini, allora facente parte della Carniola. Dello stesso settore, nella parte meridionale dell'Istria, si è invece occupata la Tržaška kmetijska družba (Società agraria triestina) con le sue filiali di Sežana, Divaca, Kozina e Podgrad.
Il territorio di Brkini era un importante produttore di mele fresche e susine, che si vendevano a Trieste e Fiume. Tra i suoi prodotti c'erano anche la frutta secca (gli spicchi di mele essiccati venivano chiamati fichi di Brkini) e grappe. La slivovka di Brkini, grappa di prugne con molti anni di invecchiamento, era molto famosa e costosa. Secondo la testimonianza dei più vecchi frutticoltori, le mele e le prugne di Brkini venivano vendute anche su mercati più lontani come Vienna, Parigi, Londra.
è interessante che nella parte settentrionale di Brkini le mele si siamo affermate soltanto alla fine degli anni Novanta del XIX secolo, grazie al risultato dell'inchiesta della società pomologica austriaca. A quel tempo a Brkini si coltivavano 15 varietà di Renetta e Bella di Boskop, entrambe le varietà di Calvilla, la Mošancelj, la Rihared gialla, la Kranjska vošcenka, la Srcika, e due varietà di Tafeljcek (Tafelapfel) e à tetinec (Stetiner). Grazie alla famiglia Dujc di Zavrhek e alla famiglia Dekel – Žagar di Buje tra il 1885 ed il 1890 la crema della società europea ha potuto ammirare la mela e la prugna di Brkini. La seconda inchiesta per la scelta delle cultivar adatte alla Notranjska (Brkini e valle della Vipava) fu richiesta nel 1910 dall'insegnante professionale di frutticoltura Gustav Pirc; due anni dopo Anton Žnidaršic ha organizzato nella nativa Trnovo un'esposizione frutticola, durante la quale furono definitivamente scelte varietà comprovate, fertili e adatte alla vendita. Nella mostra seguente, del 1913, organizzata da Anton Grahor a Prem, si decise di diffondere la Renetta Bauman, la Bella del Canada, la Bel Fiore, la Tafeljcek vernina e la Mošancelj.
I frutteti piantati prima della Prima Guerra mondiale hanno dato abbondantissimi frutti tra le due guerre. I contadini andavano a vendere le mele a Trieste, ed oltre a questo commercio, i frutti sono stati un arricchimento dei loro miseri menù durante i lunghi inverni, mentre la grappa serviva come medicina.
In quegli anni il progresso della frutticoltura era nelle mani degli insegnanti itineranti Rado Lah, Ivo Sancin, Ivan Trampuž e dei due abitanti del luogo France Magajna della Vremska dolina e Anton Gržina di Ilirska Bistrica. Oltre agli esperti sloveni erano molto apprezzati come frutticoltori anche degli Italiani come I. Nobile, D. Bufalini, C. Cobol, I. Cucovich e A. Fontanot e lo Sloveno I. Baša di Bitnja sotto Prem.
Nel 1946 la società Podjetje Sadje d.d. di Brkini comprò 4800 tonnellate di mele e 3200 tonnellate di prugne, tuttavia a Brkini non ci fu alcun intervento di rinnovamento, perciò qui la frutticoltura segnò il passo rispetto ad altre zone della Slovenia.
I primi grandi rinnovamenti cominciarono nel 1952, grazie alla Kmetijska zadruga di Ilirska Bistrica: con le sovvenzioni del fondo per l'indennizzo dei danni causati dalla neve e dalla gelata del mese di febbraio e di marzo furono piantati 10 ha di piantagioni a Komešcina. Erano alberi dal tronco medio-basso di varietà Bobovec, Krivopecelj, Mošancelj, Jonatan, Zlata parmena. Negli anni Sessanta i meleti hanno raggiunto la piena maturità e prodotto circa 100 t/ha, oltre che risultati economici soddisfacenti. Tutto ciò ha risvegliato l'interesse per la frutticoltura e per ulteriori rinnovamenti.
Nel 1960 e nel 1961 a Smrje sono stati piantati 34 ettari di cultivar Jonatan, Golden e Red Delicious. La piantagione si è sviluppata con successo su due superfici e negli anni dal 1966 al 1973 ha dato frutti di soddisfacente qualità. A causa delle condizioni socioeconomiche la produzione di frutta fu abbandonata, nonostante gli ottimi risultati.
I successivi tentativi di rinnovo sono cominciati nel 1974, quando i frutticoltori Ivko Dujc, Alojz Prelc e Stane Rop, in collaborazione con l'Istituto agrario Kmetijski inštitut e con la locale associazione agraria hanno piantato i primi alberi su portainnesti a minor vigoria in locazioni diverse all'interno della Vremska dolina.
I risultati del rinnovamento sono notevoli ed hanno incentivato un successivo intervento in diverse posizioni pedoclimatiche adatte alla frutticoltura nel territorio di Brkini. L'ultimo, grande intervento di rinnovamento è stato fatto negli anni 1990-1994: allora sono stati piantati la maggior parte degli attuali alberi da frutto.
PROPRIETA' ORGANOLETTICHE
Le mele di Brkini sono note per la loro qualità eccellente, dovuta al clima, ad una buona altitudine ad un'esposizione soleggiata. La frutta di Brkini si distingue per la buona colorazione, l'aroma eccezionale, l'alto contenuto in zuccheri e la buona croccantezza delle mele.
METODOLOGIA DI PRODUZIONE
Posizione geografica e clima
La posizione geografica ed il clima (caratteristiche pedoclimatiche) più adatti vengono scelti in base alle singole varietà di mela. Con la scelta di una giusta posizione geografica assicuriamo prodotti sicuri e di alta qualità.
Materiale vivaistico
Il materiale vivaistico deve essere sano, possibilmente privo di virus, e di qualità.
Cultivar e portainnesti per la piantagione
Secondo le caratteristiche pedoclimatiche e le modalità di vendita del prodotto scegliamo un portainnesto ed una cultivar adeguati, che in un determinato terreno possano dare frutti buoni e di qualità, che soddisfano la domanda degli acquirenti.
Forme di coltivazione e sistemi di piantagione
Ci sono più forme di coltivazione: quella più adatta deve garantire la massima permeabilità di tutte le parti della chioma alla radiazione luminosa, dare un frutto di qualità e permettere una distribuzione uniforme degli agenti fitosanitari.
Potatura
Lo scopo della potatura è mantenere un rapporto ottimale fra la crescita della pianta e la sua resa. In questo modo si crea un equilibrio fisiologico che assicura una produzione regolare e di qualità. Nelle piante a crescita controllata c'è una minore incidenza di malattie e parassiti, ma è necessario tener conto dello stato complessivo della piantagione.
Fertilizzazione
La fertilizzazione viene eseguita in funzione delle analisi del terreno e di quella visiva. Un'analisi prima dell'organizzazione del meleto è obbligatoria per valutare la quantità di accumulo di sostanze nutrienti di riserva. Durante la concimazione è necessario fare attenzione a non superare i valori prescritti e tener conto dell'asportazione degli elementi nutritivi dal suolo.
Difesa fitosanitaria
La difesa fitosanitaria delle piante può essere effettuata secondo diversi metodi: convenzionale, integrata o biologica. A Brkini la maggior parte delle mele è di produzione integrata, negli ultimi tempi è molto utilizzata anche la produzione biologica.
| | L'elenco sottostante comprende le aziende che vendono il prodotto sia nella zona selezionata che in tutte le altre zone. Tale soluzione è stata scelta al fine di consentirvi naturali spostamenti all'interno del territorio. | | | | | |